Ci sono alcune liberalizzazioni col trucco nel decreto che il Governo Monti ha appena licenziato, liberalizzazioni che liberalizzano mercati già liberi, risparmiando i veri monopoli fonte di inefficienza e, soprattutto
liberalizzazioni per ora “solo annunciate.”
Si vedano gli interessi nel campo de l’energia come Gasolio,varie fonti ,Energetiche, Petrolio e Petrolieri,Banche e similari ,vere casseforti di poteri monopolistici.
Ordunque;
L’art. 1 del Decreto stabilisce un principio sacrosanto e indispensabile per liberare il sistema Paese dalla morsa della burocrazia e dei privilegi: tutte “le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti di assenso dell’amministrazione e/o comunque denominati, per l’avvio di un’attività economica non giustificati da un interesse generale, costituzionalmente rilevante e compatibile con l’ordinamento comunitario nel rispetto del principio di proporzionalità” o “che pongono divieti e restrizioni alle attività economiche non adeguati o non proporzionati alle finalità pubbliche perseguite”
SONO ABROGATE!!!
Troppo spesso, nel nostro Paese, limiti e autorizzazioni all’esercizio di attività economiche vengono utilizzati per garantire agli amici degli amici ingiustificate posizioni di privilegio e per ostacolare l’accesso al mercato a realtà più giovani ed efficienti. Il tutto in assenza di valide ragioni di interesse pubblico.
E UN GRIDO DI GIUBILO Si ALZO’ AL CIELO,URRA’ GRIDARONO I PIÙ E INVECE?
Nelle prime versioni dello schema di Decreto Legge, il testo si fermava qui. Poi qualcosa deve essere accaduto, o meglio qualcuno deve aver fatto presente al Governo dei Professori che l’Italia non è Paese nel quale si possa pensare di stravolgere privilegi e centri di potere dalla sera alla mattina.L’esecutivo, a quel punto, ne ha preso atto e ha inserito nel disegno di legge il
“trucco e parrucco”. VEDIAMOLO!!!
L’abrogazione di tutte le norme è rinviata sino alla “dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui al comma 3 del presente articolo” che, a sua volta dispone che “il Governo è autorizzato ad adottare entro il 31 dicembre 2012 uno o più regolamenti… per individuare le attività per le quali permane l’atto preventivo di assenso dell’amministrazione, e disciplinare i requisiti per l’esercizio delle attività economiche, nonché i termini e le modalità per l’esercizio dei poteri di controllo dell’amministrazione, individuando le disposizioni di legge e regolamentari dello Stato che…(guarda un po’ ) vengono abrogate a decorrere dalla data dientrata in vigore dei regolamenti stessi”.
VI E’ PIÙ CHIARO ORA?NO ? DUNQUE CAPIAMO I PAROLONI IN CUI SI MANDANO I PROFESSORI AL GOVERNO , PER NON FAR CAPIRE NULLA(E FORSE,PER POCO CAMBIARE)
DA un lato si annuncia la super-liberalizzazione ma dall’altro la si rinvia di un anno e, soprattutto, si demanda a un’attività regolamentare, da svolgersi nelle mille stanze segrete di Palazzo Chigi, la scelta delle attività destinate davvero a essere liberalizzate e, di conseguenza, dei privilegi effettivamente destinati ,senza urtare troppo la sensibilità “degli amici e degli amici degli amici” ad essere eliminati.
Se a tutto questo si aggiunge che nessuno può dire chi siederà ancora a Palazzo Chigi da qui alla fine dell’anno, la SUPER LIBERALIZZAZIONE sventolata dal Governo dei Professori, risulta ridimensionata e ridotta alla definizione che più le si addice: “ANNUNCIO POLITICO DI LIBERALIZZAZIONE CON TRUCCO E PARRUCCO”
Altra liberalizzazione con “trucco e parrucco”
Accanto a liberalizzazioni solo annunciate ci sono anche liberalizzazioni di mercati, che, in realtà, sono già liberi.
E’ il caso della liberalizzazione del mercato dell’intermediazione dei diritti connessi degli artisti interpreti ed esecutori
I primi a leggere l’art. 39 del Decreto Legge che,per l’appunto la prevede, hanno esclamato “urrà,urrà,urrà, finalmente hanno pensato lgi addetti ai lavori”, finalmente questo Governo ha eliminato l’anacronistico monopolio della SIAE, fonte di sprechi ed inefficienze colossali. Già,peccato che NON sia proprio cosi
La norma, infatti,dice,enuncia,anche in questo caso che : la sua operatività è demandata al varo di un regolamento , di voler liberalizzare un mercato confinante con quello nel quale opera la SIAE e in tutto e per tutto analogo a quest’ultimo sia in termini di dinamiche che di soggetti coinvolti. C’è, però, un “ma” che giustifica, ancora una volta, l’espressione
“liberalizzazioni con trucco e parrucco”: in questo mercato non esiste nessun monopolio e, quindi, si tratta di un mercato già
libero.
C’è da chiedersi perché il Governo dei professori Tecnici a guida Monti, individui correttamente l’esigenza di liberalizzare quel mercato della gestione dei diritti d’autore ma poi non ha il coraggio di smantellare l’unico monopolio che l’opprime per davvero ,ovvero la SIAE stessa? e’ EVIDENTE ,anche in questo caso,che le corporazioni sono sempre forti e sul piede di guerra, a questo punto la domanda nasce spontanea
Professor. Monti ,lei che, fra le altre, è persona nota ,vista la GRANDE esperienza europea in materia di cancellazioni su “monopoli e concorrenza” quindi conosce bene le questioni che riguardano i mercati monopolistici, come fa a garantire l’efficienza di un mercato o la tutela di interessi pubblicistici in un mercato incompatibile con le norme Ue ,se le vostre stesse leggi sono praticamente inapplicabili e/o inutili?.
FUMO NEGLI OCCHI!!!














































Monti e il Governo de L’Europa !
NOTA A LATERE MA POCO LATERALE
bensì’ centrale:
Un’esame approfondito del decreto varato venerdì dal Governo mostra quanto le liberalizzazioni siano estese, ma purtroppo, ancora in gran parte da definire.
La loro vera grande efficacia, dipenderà da come lo scorporo di Eni e Snam verrà attuato(SE) e dalle convenzioni varate dagli ordini e dai regolamenti attuativi.
Per questo oggi nessuno è in grado di quantificarne veramente gli effetti.
Anche se ci sono tanti dubbi circa il fatto che possano veramente e in modo drastico ridurre i prezzi, aumentere i redditi nonchè l’occupazione.
Nel decreto Cresci-Italia su energia, trasporti, apertura nuove imprese,
ordini professionali ,su questi terreni, la strada imboccata è giusta ma,ANCORA MOLTO c’è da spingere Rispetto al ” decreto salva Italia “,qualcosa s’è fatto
B è inevitabile il refrain “si può fare di più Vedremo che succederà in parlamento.
Non bisogna perdere l’occasione per modernizzare il Paese.
I blocchi stradali attuati da alcuni autotrasportatori sono invece un ritorno
a un passato buio. Nulla hanno a che fare con le liberalizzazioni che non toccano il settore, ma che invece potrebbero ridurre il prezzo del carburante,
specie le accise
Una ragione in più per fare al più presto la liberalizzazione dei distributori.
Le cause scatenanti delle proteste sono l’aumento della fiscalità sul gasolio
e l’aumento dei pedaggi autostradali, che pesano su un settore polverizzato
e ai margini della sussistenza e allo stesso tempo sussidiato.
Senza dimenticare l’eccessiva concorrenza al limite della slealtà professionale di taluni ”
PADRONCINI ESTERI” che girano in lungo e in largo nel nostro territorio beffandosi dell leggi vigenti in materia e di correttezza e di prudenza sulla strada E DEL LIMITE DELLE ORE LAVORATIVE AL VOLANTE!
Tutto questo pero’ ” NON DEVE GIUSTIFICARE MANIFESTAZIONI AL LIMITE DELLA LEGGE”
Qui la riforma è complessa e delicata, ma davvero non si può rinviare.
Intanto,s’è è aperto il confronto tra Governo e parti sociali sul mercato del lavoro .
L’esito sarà determinante per la crescita dell’economia, per il futuro professionale di milioni di lavoratori, per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
Bisogna capire bene di cosa si tratta quando si parla di contratto unico di inserimento e di contratto di apprendistato, due tipologie che spesso vengono confuse.
AGGIORNAMENTO:
Caro viceministro Martone: meglio sfigato che raccomandato. dai mafiosi per altro. Taci e vergognati.
Agosto 2010, carcere di Poggioreale.
L’imprenditore Arcangelo Martino, in carcere dal 7 luglio insieme con Pasquale Lombardi e Vincenzo Carboni con l’accusa di aver ricreato una nuova loggia segreta denominata P3, fa mettere a verbale altri particolari su come il gruppo di amici aveva cercato di condizionare Consulta e Corte di Cassazione, il Csm e le regionali in Lombardia e in Campania.
Per quel che riguarda il giovanissimo viceministro Martone, il detenuto dice all’aggiunto Capaldo e al sostituto Sabelli che il papà Martone (Antonio, potente avvocato generale della Cassazione) attraverso il partito voleva dare una risposta lavorativa al figlio.
La richiesta, «con relativo curricula» di Martone junior, viene veicolata a Marcello Dell’Utri.
Dopo nemmeno tre settimane Michel Martone riceve una consulenza di 40 mila euro dall’allora ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta per «interventi in materia di digitalizzazione nel settore pubblico dei Paesi Terzi».
Antonio Martone non è mai stato indagato ma solo sentito dai magistrati
come persona informata sui fatti.
http://isegretidellacasta.blogspot.com/2012/01/caro-viceministro-martone-meglio.html