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٩͡(๏̯͡๏)۶Anche sul trono più elevato del mondo si é pur sempre seduti sul proprio sedere٩͡(๏̯͡๏)۶

Asus ha presentato la prima scheda madre con Usb 3.0- Una Motherboard che supporta lo standard SuperSpeed Usb

L’azienda Asus ha Presentato la prima scheda madre con USB 3.0-Una scheda madre  che supporta lo standard USB SuperSpeed –Nonostante sembri restia Intel (al momento) e pare volerne rallentare l’Adozione. I primi prodotti che Seguono lo standard USB 3.0 presentati  sul Mercatosono stati : i dischi rigidi esterni e webcam in alta definizione, ora è la volta della scheda madre.

La Real Casa Madre Asus ha presentato scheda madre ha la Xtreme Design P7P55D-E Premium, che, PUR ESSENDO basata sul chipset Intel P55 – non supporta SuperSpeed Usb – L’Asus l’ha modificata integrando un controller di terze parti che Permette l’utilizzo del nuovo standard. Altre caratteristiche della scheda comprendono porte a causa Sata uno 6 Gbit / se sei uno porte Sata 3 Gbit / s, a causa slot PCI Express 16x per le Schede Grafiche (in Modalità AMD CrossFire X o nVidia SLI) e porte a causa Gigabit Ethernet. Purtroppo, al momento non sono disponibili i prezzi al pubblico, ma la decisione di Creare una scheda madre con supporto USB 3.0 forse serve a forzare la mano ad Intel: Infatti, pare che, fino a soli pochi giorni fa ,’l'azienda era ( così sosteneva una fonte interna) intenzionata ad “allungare” nel tempo, Il debutto di SuperSpeed Usb fino al 2011, scegliendo (per il momento)di non integrarlo nei Propri chipset.

Dall’accelerazione degli eventi è evidente Che si sono aperti i giochi su altri possibili Cambiamenti di rotta, staremo a vedere.

P.S. Standard USB 3.0, circa 10 volte più veloce dell’attuale standard 2.0.

Questo nuovo standard Possiede una velocità di trasferimento di 4,8 Gbit / s, da un minor consumo grazie ad una nuova gestione energetica e da una retrocompatibilità con tutti i Dispositivi non usb 3.0. L’anticipo sui tempi La circa la presentazione della scheda madre con USB 3.0 è uno Fattore di Rischio per la clientela fidelizzata dell’azienda suddetta, (flop?), ma contemporanemente anche Quello di Maggior presa sulla Stessa, perchè?

Perchè La nascita dello standard USB 3.0 ha avuto un percorso Travagliato.Lo scorso anno sono stato rilasciate le Specifiche definitive,ma c’è Stato Il rischio di Avere due standard incompatibili. Stata Nonostante SIA Nonostante sia stata proprio Intel a presentare una prima versione all’ IDF del 2007,  Il produttore di chip di Santa Clara non è intenzionata a facilitare una sua Diffusione di Massa. I primi chipset Che integreranno il supporto alla terza revisione

di USB (SI »dice Che ..) non arriveranno prima del 2011 e molti cercano di indovinarne I motivi Che Hanno portato l’Intel all’abbandono Temporaneo del nuovo standard.FORSE (??) perchè,Oltre a ragioni di tipo economico, Quella di Intel Potrebbe essere una mossa per anticipare l’ingresso sul Mercato della tecnologia Light Peak. a voi l’ardua sentenza!

Il portavoce di nVidia Brian Burke ha Dichiarato:

“I chipset nVidia nForce sono migliori di Quelli Intel, ma non Possiamo REALIZZARE chipset per piattaforme Intel. Competizione Senza Settore nel chipset, non c’è nessuno Che Intel spinge ad innovare, per CUI Gli utenti sono vincolati ai chipset Intel, alle Loro Funzioni E Alle Loro mancanze. Finchè non Verrà risolta la disputa legale tra nVidia e Intel Sulle licenze per processori dotati di controller di memoria integrata-

L’unica Possibilità di sfruttare la maggiore velocità dell’USB 3,0 Rispetto all’USB 2.0, è utilizzare un controller separato, come già hanno gia’ Fatto Asus e Gigabyte. “

Noi tutti Sappiamo bene, Che Il Mercato Spesso, è piu veloce delle parole di Chiunque,by-passa Qualunque contradditorio,Qualunque affermazione Appena espressa, e sforna cio ‘che gli pare!! !!!!! !!

P.S.

Viste le traduzioni del cavolo che WordPress fa in editazione post(peraltro non richieste ma imposte..Template Inglese??boh,vedremo) ogni volta che scrivero ‘ qui un post, o meglio Copiero’ e incollero’ da altri miei blog o da word,inseriro’ il link originale dove ho postato il post in merito.

Link del post –QUI

http://alambiccando.blogspot.com/

3 Novembre 2009 - Pubblicato da gabrybabelle | (chicche), Hardware e Software, Internet Information Technology Web.2.0-Blog e Bloggher, P.C.SOLUZIONI, Web 2.0, wimax web 2.0. | , , , , | 4 Commenti

4 Commenti »

  1. si sfornano componenti hrdw sempre piu potenti,e vai!!!

    Comment di Antonio | 3 Novembre 2009 | Replica

  2. Eh? non ho capito, puoi rispiegarmelo tutto dall’inizio? ahahahh, ti vedo ben messa tecnologicamente, invidiabile..

    Comment di fra tone | 5 Novembre 2009 | Replica

  3. Purtroppo quando copio e incollo qui su wordpress,alcuni miei post che scrivo su altri blog,devo controllare e ricontrollare, perché in edit azione fa una specie di elaborazione tutta sua delle parole e degli avverbi-E’ come se lo traducesse in inglese ma parlando italiano-Capisco che dovrei chiedere supporto ma non mi va ,visto che il servizio è nella lingua madre cioè l’inglese, e cancellare e riscrivere è una palla-un esempio? se scrivo uno me lo traduce a,se scrivo a qualcuno mi trascrive uno qualcuno, insomma un kaos.WordPress ti permette di fare copia e incolla da un file di wordpress,ma poi ci mette lo zampino sopra in traduzione del cavolo,a che serve sto servizio mi domando io-Comunque questo post arriva dal mio blog tecnico,molto trascurato,visto che scrivo nei forum tecnici e non ho molto tempo da dedicargli
    questo qui
    http://
    alambiccando.blogspot.com

    scrivo il link in due parti se no nei commenti non passa

    Comment di gabry | 5 Novembre 2009 | Replica

  4. manvaca un pezzo..errata corrige::::::

    Purtroppo quando copio e incollo sul wordpress,alcuni miei post che scrivo su altri blog,devo controllare e ricontrollare, perché in edit azione fa una specie di elaborazione tutta sua delle parole e degli avverbi-E’ come se lo traducesse in inglese ma parlando italiano-Capisco che dovrei chiedere supporto ma non mi va ,visto che il servizio è nella lingua madre cioè l’inglese, e cancellare e riscrivere è una palla-perchè non è questione di tradurre,cosa che farei benissimo è che il sistema di wordpress ti traduce cio ‘ che gli pare e come vuole,o forse è solo un’impostazione di base visto che ho scelto un template loro,in lingua inglese,e c’è che non ho voglia di capirlo,in fondo il web da gia tanti problemi da risolvere,quini controlo io ma non sempre funziona bene.
    un esempio? se scrivo uno me lo traduce a,se scrivo
    “a qualcuno” mi trascrive uno qualcuno, insomma un kaos.WordPress ti permette di fare copia e incolla da un file di wordpress,ma poi ci mette lo zampino sopra in traduzione del cavolo,a che serve sto servizio mi domando io-Comunque questo post arriva dal mio blog tecnico,molto trascurato,visto che scrivo nei forum tecnici e non ho molto tempo da dedicargli
    questo qui http:// alambiccando.blogspot.com

    pensa che spasso,ora ti sto scrivendo direttamente attraverso Google Chrome,pero’ che palle rifarsi i Bookmark,,continuero’ ancora per molto con il caro vecchio Google home-page.. izzato come pare a me,ma volevo vedere se era possibile anche questo e lo è stato-
    se ti stai chiedendo a che serve,è solo che alcune impostazioni predefinite da noi,se siamo in giro,senza il nostro caro Laptop,dobbiamo affidarci a cio’ che troviamo in giro-Cosi io ovunque sia, mi sono fatta la mia home personale,e dovunque mi trovi e qualunque p.c. io usi ,mi ritrovo attraverso il mio account,tutto cio che ho personalizzato per me,in rete,ovunque sia-per questa ragione oggi ho provato a scrivere nei vari blog e commenti attraverso il Chrome di Google,ma è tutto da impostare na palla!!
    gabrybabelle

    Comment di gabry | 5 Novembre 2009 | Replica


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  • [[Real Time]la rete “insegue” la vita

     Un tempo bastava un’occhiata all’aggregatore per conoscere le ultime notizie e rimanere aggiornati su opinioni e commenti di amici e conoscenti. Ora le abitudini cambiano ancora: si moltiplicano gli spazi nei quali ogni contributo si condivide in tempo reale e il flusso degli aggiornamenti scorre senza tregua C’è di bello che ancora nessuno ha urlato “internet è cambiato!”, per cui, forse, questa volta siamo davvero davanti ad una piccola rivoluzione. Alcuni lo chiamano Real Time Web, altri usano l’espressione Super Fresh Web, qualcuno preferisce Statusfera. È il web delle conversazioni in tempo reale, che rappresenta una nuova forma di comunicare ed essere online. La recentissima voce Wikipedia definisce il Real Time Web come la pratica di cercare e gestire informazioni nel momento stesso in cui sono prodotte. Dimentichiamo le conversazioni online che conosciamo e a cui siamo abituati, quelle fatte di lunghi commenti e confronti che potevano proseguire per settimane. Sui nuovi spazi della Rete le discussioni avvengono in tempo reale, tanto che, se il direttore di una famoso giornale apre una questione, viene coinvolto e tarda a rispondere, si scatena il putiferio. LifestreamIn Rete le notizie si sono sempre avvalse della capacità di fare il giro del pianeta in poco tempo, rendendo di fatto inefficienti in termini di freschezza ed aggiornamento i media tradizionali, dalla tv ai giornali; adesso i nuovi servizi del Web offrono nuove modalità di utilizzo delle news e permettono una velocità di interazione mai vista prima. Da Twitter a Facebook, passando per il neo-acquisto FriendFeed che sta crescendo a dismisura in pochi mesi(lo prerisco a tutti ..meno invasivo di Facebook) Persino Tumblr, piattaforma nata come blog minimale, sta convergendo verso il real time. Questi servizi condividono il design di base, con una grossa bacheca nella quale scorre il flusso dei contenuti della propria rete di contatti. Alcuni prevedono commenti e discussioni contestuali al contenuto, mentre altri non li prevedono affatto. Tutti hanno abbracciato una nuova forma di comunicazione nella quale gli utenti si esprimono attraverso contributi e commenti ben definiti e concisi. Non potrebbe essere altrimenti, dal momento che con messaggi lunghi e impegnativi da leggere si perderebbe il flusso degli aggiornamenti. E così cambiano le abitudini di consumo delle informazioni, con le persone sempre più attratte dall’idea di consumare piccoli spuntini informativi al posto di pasti principali e regolari. Se possibile si rafforza ancora di più l’idea di “Snack Culture” che proponeva Wired qualche tempo fa. E c’è da dire che i numeri stanno dando ragione a chi adotta il Real Time Web: gran parte dei servizi che hanno abbracciato l’onda del flusso in tempo reale registrano una crescita costante della loro base utenti. La natura dei contenuti condivisi è molteplice, così come lo spirito delle conversazioni che possono nascere da una notizia, un link o un video pubblicato. Se l’oggetto di discussione e i commenti che ha generato sono meritevoli e degni di attenzione, acquisteranno valore e rilevanza all’interno del network, diventando più visibili e facilmente raggiungibili. A volte il servizio prevede modalità automatiche per fare emergere i contributi più graditi: i like di apprezzamento, così come il numero di commenti, ad esempio, servono a dare rilevanza al contributo; altre volte, quando non sono previste modalità efficaci per facilitare la gestione delle priorità informative, è la stessa comunità a creare ed affermare le pratiche più adatte allo scopo: retweet, hashtag e reblog in genere sono l’esempio di accorgimenti non previsti ma adottati dagli utenti per sopperire una o più mancanze. Sfere che interagisconoFacile a questo punto pensare che si tratti di notizie inerenti al mondo della comunicazione o viziate dalle abitudini di chi frequenta questi spazi. In realtà in questi ultimi anni abbiamo imparato quanto sia fuorviante pensare a un social network come un unico spazio, uguale per tutti e utilizzato allo stesso modo. Piuttosto la rappresentazione migliore è quella di tante piccole sfere dove ogni utente ha la sua visione delle cose, in relazione ai contatti che sceglie e alla sua modalità di vivere il network. Capita così che la notizia di qualche giorno fa della morte di Mike Buongiorno faccia più velocemente il giro della Rete su questi spazi, rispetto al lancio di un’agenzia di stampa. O che la copertura mediatica sul terremoto in Abruzzo e sulla protesta verde in Iran sia migliore nell’immediato su spazi come twitter e friendfeed, piuttosto che da fonti ufficiali come CNN. Si potrebbero evidenziare due filoni principali che spingono gli utenti ad investire attenzione e tempo necessari a seguire in tempo reale i contributi della propria rete di contatti: le notizie relative a emergenze o situazioni di crisi e gli aggiornamenti personali dei contatti più intimi. In quest’ultimo caso, al di là della semplice notizia, diventa rilevante anche il giudizio di valore, l’opinione, la componente emotiva delle persone a cui teniamo. Se un post di un blog è di norma riflessivo, un tweet o un aggiornamento di stato hanno nella maggior parte dei casi una natura istintiva. E grazie a questo offrono una diversa sensazione di intimità: sono quei “mi piace”, “adoro”, “non sopporto”, “non sono d’accordo” a rendere immediata e intima la relazione online. Le persone al centro Con questo fenomeno emerge, ancora una volta e in maniera decisa, la centralità delle persone all’interno dei social network: sono gli amici che scegliamo il primo sistema di filtraggio della complessità e della eterogeneità delle informazioni online. Saranno loro a selezionare soggettivamente i contenuti di valore dal rumore, l’interessante dall’irrilevante. Al network spetta solo il lavoro di registrare le scelte e proporre quanto i nostri contatti hanno deciso collettivamente. Per la prima volta l’indicizzazione non parte dal contenuto, ma dall’interpretazione di questo da parte delle persone a noi vicine: il nostro grafo sociale online diventa sempre più rilevante nella vita quotidiana. Ma oltre ai contenuti proposti dalla nostra rete di contatti il Real Time Web spicca e diventa rilevante anche sul piano della ricerca. Immaginiamo di dover cercare informazioni relative a un evento, un prodotto, una persona: su Google avremo la fotografia di quanto è stato detto fino a ieri, mentre sui nuovi spazi avremo non solo le informazioni nello stesso momento in cui le stiamo cercando, ma anche i giudizi delle persone a riguardo. Non appena avremo un sistema di aggregazione di questo corpo di informazioni semplice e alla portata di tutti, potrebbe cambiare la ricerca online. O per lo meno la ricerca nella grande libreria potrebbe essere integrata dalle chiacchiere da bar. Facile capire, quindi, perché Google sembra essere preoccupata e soffrire il colpo. Almeno fino al lancio di Google Wave previsto per fine mese. I servizi di social networking si fanno così sempre più potenti e popolati, assieme alle funzioni di incontro e socializzazione, diventano capaci di trasportare un potenziale di informazioni altissimo e fortemente dipendente dalla nostra rete di contatti. Non importa se si tratta di contenuti seri, semiseri o demenziali. In fondo ognuno ha gli “amici” che si sceglie (e merita).

    Tratto da: apogeo/tommasosorchiotti